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Un castello fiabesco che si trova in Italia

Un castello fiabesco, bellissimo e affascinante, da visitare in giornata per un giorno magico: Rocchetta Mattei.

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Tutti quanti abbiamo sognato i castelli fiabeschi che ci venivano raccontati nelle storie magiche della nostra infanzia. Grandi rocche, torri alte, arazzi e finiture preziose che rendevano la casa di principi e principesse un luogo incantano in cui perdersi tra i lunghi corridoi ricchi di preziosi dipinti. Non serve fuggire in un libro di fiabe per bambini, per ammirare lo splendore di un vero castello basta guidare fino alla Rocchetta Mattei, nei dintorni di Bologna.

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Un piccolo capolavoro architettonico, aperto al pubblico dal 2015, dopo una lunga e importante operazione di recupero dell’edificio. La ristrutturazione è riuscita a ristabilirne il valore artistico e culturale per renderla nuovamente accessibile al pubblico dopo anni di chiusura e abbandono. Finalmente la Rocchetta è tornata a incantare tutti con il suo fascino.

Il castello delle fiabe è chiamato “Rocchetta Mattei” in memoria del conte Cesare Mattei (1809-1896) che lo fece edificare sulle rovine di una antica costruzione risalente all’XIII secolo, la Rocca di Savignano. La struttura del castello fu modificata più volte dal conte e dai suoi eredi, rendendola così un complesso labirinto di torri, scalinate monumentali, sale di ricevimento, corridoi e camere private. Al suo interno si può ammirare un mix elegante di stili architettonici diversi: dal neomedievale al neorinascimentale, dal moresco al Liberty.

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Cesare Mattei nacque a Bologna (1809) da famiglia agiata, crebbe a contatto con alcuni dei più importanti e significativi personaggi dell’epoca come Paolo Costa, Gioacchino Rossini e Marco Minghetti. Nel 1837 fu uno dei 100 fondatori della Cassa di Risparmio in Bologna. Ricevette il titolo di Conte nel 1847 da papa Pio IX, a seguito di una donazione terriera in quel di Comacchio. La morte della madre nel 1844 lo provò duramente e anche la deludente esperienza politica, legata alle complesse vicende italiane del biennio ’47-’49, lo spinsero a lasciare Bologna e a ritirarsi nella tenuta di Vigorso per studiare la sua “nuova medicina”. Nel 1850 acquistò i terreni dove sorgevano le rovine del castello medievale e iniziò la costruzione della “Rocchetta”, dirigendone personalmente i lavori, dove si stabilì definitivamente a partire dal 1859, conducendo una vita da signore medievale con tanto di corte. Negli anni seguenti, egli dedicò i suoi sforzi allo studio ed alla divulgazione della medicina alternativa che battezzò Elettromeopatia.

Cesare Mattei nell’elaborazione della sua Elettromeopatia tenne in considerazione diversi tipi di pratiche paramediche già esistenti, tra cui le teorie di Samuel Hahnemann, il fondatore dell’Omeopatia. Dopo le prime sperimentazioni, iniziò la produzione degli stessi preparati elettromeopatici esportandoli anche all’estero. Nacque un deposito centrale a Bologna, fino ad arrivare nel 1884 ad avere 107 punti di distribuzione in tutto il mondo. Per dedicarsi ai suoi medicamenti e al proseguimento dei lavori della sua dimora e clinica, Cesare Mattei affidò la gestione finanziaria delle sue attività al nipote Luigi, il quale causò una gravissima crisi economica all’insaputa del conte. Una volta scoperto l’inganno, Mattei diseredò i familiari, e, affidandosi al suo collaboratore Mario Venturoli riuscì a risollevarsi. In segno di riconoscenza, il conte nel 1888 decise quindi di adottarlo. Negli anni di Mattei presso la Rocchetta trovarono lavoro e benessere molte famiglie della zona e Riola conobbe un periodo di eccezionale sviluppo e prosperità, anche grazie alla stazione ferroviaria voluta dal conte per i suoi pazienti. Dopo il 1904, Mario Venturoli proseguì i lavori al castello e continuò le pratiche curative del padre adottivo, nonostante l’Elettromeopatia rimanesse sostanzialmente un mistero. Le spoglie di Cesare Mattei, secondo le volontà del suo testamento, trovarono riposo all’interno di un monumentale sepolcro nella cappella della sua Rocchetta.

 

Fonti: www.siviaggia.it e www.rocchetta-mattei.it

 

 

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