Argentina, in viaggio con il fotografo

Per gli stessi argentini, le regioni del Nord Ovest sono una terra leggendaria, considerata ancora una "frontiera" da scoprire, "Tierra de Nadie"... una "Terra di Nessuno" caratterizzata da ambienti naturali grandiosi, da contrasti estremi e da scenografie che sembrano non appartenere al pianeta degli uomini.

icona orologio 13 GIORNI
minimo 6 massimo 9 partecipanti
icona valigia PARTENZE:

2020

  • Dal   7  aprile    al   19  aprile 

Rocce vulcaniche, depositi salini dalle mille sfumature, deserti di sabbia cristallina aggrappati a cieli cobalto, costruiscono, fotograficamente, un delirio di colori che sembrano buttati a caso tra altipiani e montagne da un visionario pittore cosmico in vena di bizzarrie, e regalano a chi si avventura tra queste regioni desolate immagini uniche e irripetibili. A fare da sottofondo alla scoperta di scenografie tra le più spettacolari del pianeta, il fascino sottile dell'avventura tra deserti d'alta quota non ancora sfiorati dal "turismo", dove ogni giorno va conquistato a bordo di potenti fuoristrada capaci di affrontare le piste che arrivano fino a 5000 metri di quota. Gli inevitabili "sacrifici" richiesti da un viaggio nella natura prepotente delle “alturas” andine verranno ripagati da scatti fotografici impossibili da "catturare" in qualsiasi altro luogo del pianeta. 

PROGRAMMA DI VIAGGIO

GIORNO 1: Partenza per Buenos Aires

GIORNO 2: SALTA
Accoglienza e trasferimento in hotel. La mattinata è a disposizione per riposarsi.

Pranzo in ristorante e visita della città. La bella Salta, di stile coloniale, è la meta d’elezione di molti viaggiatori. Fondata nel 1582, è adagiata in una conca circondata da picchi verdeggianti. Nonostante la città si sia espansa considerevolmente, quasi tutti i luoghi d’interesse si concentrano nel raggio di pochi isolati dalla centrale Plaza 9 de Julio. Qui si concentrano i principali edifici storici tra cui l’imponente Cattedrale e il Cabildo. Due isolati a est della piazza si staglia l’edificio color giallo e cremisi della Chiesa di San Francesco, una delle più belle chiese cattoliche del nord, divenuta il simbolo di Salta. Combina dettagli ornamentali barocchi e neoclassici e custodisce diverse statue oggetto di grande venerazione locale.

GIORNO 3: PARCO NAZIONALE LOS CARDONES E IL PICCOLO DESERTO LOS COLORADOS
Prima colazione e partenza lungo la Ruta 33 che collega Salta a Cachi, tramite la Cuesta de Obisbo. In meno di 100 km, si attraversano ben cinque diversi ecosistemi, tra valli colorate e montagne di velluto color verde, circondati dal Cerro Turrion, sulla cui cima nidificano colonie di condor.

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Pranzo in ristorante locale. Nel pomeriggio si arriva a Cachi, un piccolo villaggio immerso in uno straordinario paesaggio. Le vie pavimentate a ciottoli, la bella piazzetta e il camino de Los Artisanos, dove si possono acquistare i migliori poncho della regione, la rendono una sosta piacevole. In tarda serata si giunge a Molinos, piccolo villaggio coloniale con oltre tre secoli di storia a 2.200 metri di altitudine. Il villaggio deve il suo nome al mulino per la macinazione del grano, tuttora in funzione sul rio Calchaquí. Cena e pernottamento nell’hotel Hacienda de Molinos o similare.

GIORNO 4: RUTA 40
Dopo la colazione, ci inoltriamo nella Ruta 40 che attraversa la Quebrada de Las Flechas, un paesaggio di montagne di limo e polvere di quarzo, sagomate dal vento a dalle spinte delle Ande, a formare migliaia di colline a forma di punte di frecce. Le sue origini risalgono a un periodo tra 15 e 20 milioni di anni fa, quando dei grandi blocchi di rocce cominciarono ad elevarsi sul bordo della Puna. Placche sedimentari che si trovano alla base del terreno furono spaccate dall’innalzamento delle montagne, le cui estremità si inclinarono formando delle punte rivolte verso il cielo. In seguito, l’erosione affilò queste punte dando loro la forma che possiamo ammirare oggi.

Pranzo in ristorante locale. Il pomeriggio è dedicato alla visita della Quebrada de Las Conchas (o Quebrada de Cafayate), un territorio selvaggio fatto di arenaria dai colori intensi e formazioni rocciose incredibili.

Cafayate, la nostra meta finale della giornata, è una piacevolissima cittadina, ormai turistica, situata nel cuore delle Valli Calchaquíes. Qui le uve maturano lentamente e si producono vini di ottima qualità. Intorno a questa attività, la vita scorre tranquilla.

Cena e pernottamento al Wine Resort Viñas de Cafayate o similare.

GIORNO 5: VERSO SUD
Partiamo poi in direzione sud lungo la Ruta 40 fino ad arrivare all’oasi di Hualfin, un villaggio di circa 1000 abitanti dediti alla viticoltura e dall’aspetto sorprendentemente verde e fertile, nonostante sia circondato da un territorio arido a spoglio.

Pranzo a Hualfin. Dall’oasi si sale lungo la Ruta 43 verso la Puna più remota, che racchiude i più bei deserti delle Ande. Il paesaggio diventa progressivamente sempre più desertico, le nuvole infatti sono presto destinate ad essere bloccate dalle montagne più alte. Raggiunti i 3000 metri di altitudine, compaiono alcune spettacolari dune di sabbia. Percorriamo gli ultimi 90 km di strada tra branchi di vigogne, lagune e paesaggi sempre più spettacolari fino ad arrivare all’oasi di El Peñón, attorno alla quale sorge il piccolo villaggio. El Peñón è la perfetta base di partenza per l’esplorazione dei tanti luoghi interessanti presenti nella zona e per questo vi pernottiamo tre notti consecutive. Con i suoi 3400 metri di altitudine, rappresenta inoltre il luogo ideale per acclimatarsi gradualmente all'alta quota. Cena e pernottamento nella semplice, ma funzionale Hosteria El Peñón. L’hosteria dispone unicamente di 8 camere, pertanto non sempre è possibile garantire la disponibilità della camera singola e potrà essere richiesta la condivisione per le notti che si trascorrono qui. L’elettricità è disponibile all’hosteria e in tutto il paese dalle 17.00 alle 24.00; si raccomanda di dosare l’acqua calda affinché ce ne sia a sufficienza per tutti.

GIORNO 6: OASI DI EL PENON

Il paesaggio attorno al villaggio di El Peñón è spettacolare e basta percorrere pochi chilometri per ritrovarsi in luoghi che sembrano appartenere ad altri pianeti, dove rocce e minerali sono messi a nudo dalla quasi totale assenza di vegetazione. Un vero e proprio paradiso per gli amanti della natura incontaminata e selvaggia!

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Dopo la colazione, lasciamo l’oasi di El Peñón e ci addentriamo nel Campo de Piedra Pomez (deserto di pietra pomice) e delle dune bianche.

Siamo a 3.000 metri e questo è sicuramente un deserto unico al mondo, la maggior concentrazione di pietra pomice, solo in parte erosa dal vento, che ha formato una città d’infiniti monoliti dello stesso minerale, con colorazioni che vanno dal bianco all’ocra.

Poco lontano dune di sabbia bianca si stagliano contro montagne dalla cima innevata e, ancora oltre, i rilievi del Filo Rojo fanno da sfondo al Vulcano Carachi Pampa e alla sua bella laguna.

Pranzo pic-nic. Rientro a El Peñón per la cena e il pernottamento.

GIORNO 7: LAGUNA GRANDE E CRATERE DEL VULCANO GALAN
Un’altra giornata dedicata a esplorare luoghi remoti e di una bellezza incredibile.

Ci dirigiamo verso la pista che conduce al Vulcano Galan, dove si incontra lo spettacolo offerto dalla Laguna Grande, un lago salino posto a oltre 4000 metri d’altitudine.

Sebbene il Vulcano Galan si trovi a circa 75 km di distanza da El Peñón, la pista per arrivarci è impegnativa, costringendo i veicoli ad avanzare lentamente.

Siamo in una delle zone più disabitate, aride e remote dell’Argentina, che ospita più di 200 vulcani. Il posto d’onore è tenuto dal Cerro Galan, antico vulcano dal cuore ancora attivo, ma quiescente, che raggiunge la ragguardevole altezza di 5.912 metri e s’innalza all’interno dell’enorme caldera di circa 40 km di diametro.

Ci dirigiamo verso l’interno della caldera, posta a circa 4.700 metri d’altitudine, in cui sono presenti alcune lagune colorate per la presenza di alghe e sali minerali che ospitano piccoli ecosistemi, habitat di volpi, fenicotteri e vigogne. La Laguna Diamante, all'interno della caldera, non ospita fenicotteri in quanto le sue acque sono ricche di arsenic e dunque velenose. La colorazione azzurrina si deve tuttavia alla presenza di boro.

Pranzo pic-nic. Rientro a El Peñón per la cena e il pernottamento.

GIORNO 8: NEL CUORE DESERTICO DELLE ANDE
Oggi ci attende un epico attraversamento del cuore desertico delle Ande, dai pascoli di Antofagasta de la Sierra, circondati da campi recenti di basalto, alle distese di sale e ai deserti di argilla di Tolar Grande.

Nel mezzo, la piccola oasi di Antofalla, che conta poche decine di abitanti dediti soprattutto alla pastorizia e all’agricoltura, e la ancor più piccola oasi di Antofallita.

Arriviamo infine al piccolo paese ferroviario di Tolar Grande, un luogo dal fascino antico. Pranzo pic-nic e cena in ristorante locale.

Pernottamento alla semplice Hosteria Casa Andina. L’Hosteria Casa Andina dispone unicamente di 6 camere, pertanto non sempre è possibile garantire la disponibilità della camera singola e potrà essere richiesta la condivisione per le notti che si trascorrono qui.

GIORNO 9 ESCURSIONE A MINA CASUALIDAD E MINA JULIA
Ci dirigiamo verso Mina Casualidad (4.200 metri) percorrendo una strada asfaltata che si snoda tra montagne colorate e antichi coni vulcanici. Può sembrare strano trovare una strada asfaltata in un luogo così remoto e deserto. La strada collegava per una distanza di 80 chilometri la città di Mina Casualidad, dove veniva lavorato lo zolfo, con il villaggio di Caipe, dove i minerali continuavano il loro viaggio sulla ferrovia che collegava l'Argentina al Cile attraverso le Ande. Durante il periodo di massima attività, Mina Casualidad contava quasi 3000 abitanti. Della città, abbandonata dopo la chiusura della miniera di zolfo, ora non restano che le rovine depredate di tetti, infissi, e qualunque altra cosa potesse essere portata via. Anche Caipe è un villaggio fantasma, dove rimangono ancora i resti dell’edificio della vecchia stazione ferroviaria.

GIORNO 10 TOLAR GRANDE
Dedichiamo la mattinata alla scoperta dei dintorni di Tolar Grande. Anche qui le sorprese non mancano e possiamo ammirare gli incantevoli Ojos del Mar, dove una distesa di sale culmina in una serie di pozzi profondi alcuni metri, pieni di acqua molto salina estremamente limpida. Oltre a rappresentare una spettacolare curiosità geologica, questi pozzi vengono studiati in quanto ospitano un raro organismo unicellulare presente in pochissimi luoghi del pianeta. Da lì raggiungiamo la zona della “duna nascosta”, un grande cumulo di sabbia appoggiato a una parete rocciosa, incastonata in un deserto rosso di origine sedimentaria, dalla cui sommità si può godere di un bel panorama sull’area circostante.

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Lasciamo Tolar Grande in direzione di San Antonio de los Cobres, percorrendo la pista che attraversa un’altra area intrigante di deserto d’alta quota.

Il deserto del Labirinto, come suggerisce il nome, è un vero e proprio labirinto di formazioni di arenaria a forma di cupole dall’intensa colorazione rossa; un altro luogo magico celato nelle Ande del Nord-Ovest dell’Argentina.

Da San Antonio de los Cobres scendiamo verso Salta lungo la Ruta 51, lasciandoci alle spalle l’altopiano della Puna e i suoi straordinari scenari.

Pranzo in ristorante, in serata rientro a Salta. Cena e pernottamento presso la Finca Valentina o similare.

GIORNO 11: BUENOS AIRES

GIORNO 12: GIORNATA A DISPOSIZIONE, IN SERATA VOLO DI RIENTRO PER L'ITALIA

GIORNO 13: RIENTRO IN ITALIA

NATIONAL GEOGRAPHIC DIFFERENCE

  • Viaggio acconpagnato da un fotografo professionista docente Master Nikon School
  • Si viaggia in 4x4 con 3 passeggeri a bordo oltre l’autista. Posto finestrino garantito

 

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