Via Mario Menghini, 32 - Roma  metro Colli Albani Linea A

Gran Tour Grecia Classica

Anni di esperienza e ricerca nei viaggi organizzati

ATENE - ARGOLIDE - OLYMPIA - DELFI - METEORE - SALONICCO – VERGINA

Date di Viaggio

01/08 luglio
18/25 agosto
26 agosto/02 settembre
07/14 settembre
21/28 ottobre

Posti limitati, tour effettuati con massimo 30 persone Partenza garantita

PLUS GUINESS

  • hotel 4/5 stelle
  • guida al seguito per tutto il tour
  • 6 pranzi in hotel/ristorante
  • 2 escursioni by night, Atene & Salonicco con bus privato e accompagnatore 
  • degustazioni varie di vini, formaggi, oli e prodotti locali
  • sistema audio-guide wireless individuale 
  • tasse di soggiorno incluse
  • viaggiare in modo esclusivo con massimo 30 persone

Perchè questo Viaggio

  • per visitare tutta la Grecia continentale in un unico viaggio
  • per conoscere Salonicco & Vergina, due chicche aggiunte alle visite classiche
  • per cogliere l’atmosfera magica delle Meteore, luoghi dal fascino secolare

Grecia un paese meraviglioso. Un tour tra i colori di questo paese meraviglioso: se non bastassero i luoghi che raccontano tanta storia, abbandoniamoci alla vista del blu e azzurro di cielo e mare, al bianco della calce, all’oro delle spiagge, al marrone della terra arsa, al verde intenso della macchia mediterranea. E ancora gustiamo i profumi che questa terra ci offre, non ultimi quelli che vengono dalla cucina.

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Olympia. Olimpia è passata alla storia per aver dato vita alle famose Olimpiadi dedicate al Dio Zeus. Le Olimpiadi nell’antica Grecia avevano la capacità di unire tutti i greci e di far cessare le guerre. La cittadina sorgeva lungo la valle del fiume Alfeo, nella parte nord-occidentale del Peloponneso. Non era una vera e propria città, ma un luogo di culto, costellato di templi, teatri, monumenti celebrativi e statue, e ovviamente vi erano lo stadio e le palestre per lo svolgimento dei giochi olimpici, a cui si aggiungevano gli edifici che servivano da alloggio per gli atleti nel periodo delle competizioni sportive. Olimpia oggi è un affascinante parco archeologico inserito dal 1989 nella lista dei beni Patrimonio dell’Umanità tutelati dall’UNESCO. Olimpia era divisa in tre zone: la parte più alta circondata da un recinto sacro, l’Altis, la zona orientale con lo stadio e l’ippodromo, mentre a sud si trovavano la palestra e il ginnasio, dove gli atleti si allenavano a partire da un mese prima delle gare. Nelle vicinanze di quella che doveva essere una delle strade principali di Olimpia sono stati ritrovati 12 “thesauroi”, i templi votivi al cui interno venivano custoditi i tesori delle città che partecipavano ai giochi. I primi scavi a Olimpia vennero effettuati da un gruppo di archeologi francesi nel 1829 e proseguirono per lungo tempo considerando soprattutto la grande quantità di reperti e testimonianze che venivano alla luce. 

I Monumenti paleocristiani e bizantini di Salonicco
Ininterrottamente abitata sin dall’età ellenistica, capoluogo di provincia e città portuale fiorente in epoca romana, Salonicco fu la sede di una delle prime comunità cristiane in Europa e divenne, in età bizantina, una metropoli artistica e culturale di massimo rilievo, seconda per importanza solo alla capitale dell’impero, Costantinopoli. Esempi eccezionali e testimoni di quel periodo millenario in cui la città svolse un ruolo cruciale nello sviluppo dell’arte e dell’architettura, i monumenti paleocristiani e bizantini di Salonicco, che sparsi nel tessuto urbano moderno fanno della città un museo all’aperto, figurano dal 1988 nell’elenco del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO. 

Questi monumenti, costituiscono infatti alcuni dei più importanti e ben conservati esempi dell’arte e dell’architettura paleocristiana e bizantina. Costruiti durante un lungo arco di tempo, che va dal IV al XV secolo, e nascosti dietro ogni angolo del centro della città, questi 15 monumenti ci offrono uno spaccato delle principali tendenze e stili architettonici sviluppati e consolidatisi in ciascuna epoca e conservano al loro interno alcuni dei grandi capolavori della pittura monumentale e dell’arte musiva di età paleocristiana e bizantina. Si tratta quindi di una serie di quindici edifici pubblici destinati a svolgere in passato varie funzioni, perlopiù religiose, ma anche laiche (i bagni bizantini) e militari (le mura cittadine). Di particolare rilievo, i tredici monumenti di culto, tra i più significativi del periodo bizantino, attraverso cui si evidenzia l’evoluzione dell’architettura ecclesiastica bizantina e la sua varietà stilistica che partendo dalla tipologia di basilica paleocristiana, e da quella con pianta basilicale a tre navate passò alla tipologia della basilica a cupola del periodo proto-bizantino, per poi arrivare alle chiese a croce iscritta del periodo medio-bizantino e fino a giungere a quelle a croce iscritta con peristilio del periodo tardo-bizantino.

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In queste chiese sono inoltre presenti complessi di pittura murale, mosaici e affreschi, rappresentativi di alcune delle principali tendenze artistiche, che si sono sviluppate nell’ambito della pittura monumentale bizantina, dalle sue origini (la Rotonda, San Demetrio, Ossios David), attraverso il periodo successivo all'iconoclastia (Santa Sofia) e quello detto “comneno” (affreschi della Chiesa Ossios David, Monastero Latomou) fino a culminare nei secoli seguenti in quella che viene convenzionalmente chiamata la “Rinascenza paleologa” (periodo tardo-bizantino). Tra i più emblematici monumenti della città, la famosa Rotonda, un edificio a forma circolare (“pericentrico”) che fu costruito ai tempi di Galerio (intorno al 306), originariamente come tempio dedicato a Giove o ai Cabiri o, secondo altri, come mausoleo dello stesso Galerio (di cui anche il nome di Tomba di Galerio, con cui il monumento è noto in ambito italiano) e successivamente trasformato in chiesa (oggi consacrata a San Giorgio). Come dimostrato dagli scavi, la Rotonda si trovava all’epoca della sua costruzione al termine della via trionfale che collegava l’arco di Galerio con il palazzo imperiale. Ampliata e ristrutturata in epoche successive, essa conserva al suo interno alcuni dei più splendidi mosaici dell’arte paleocristiana. Nel centro della città si trova anche la Chiesa di "Panaghia Achiropoiitos”, una basilica a tre navate con nartece e matroneo risalente al V secolo. La chiesa si segnala soprattutto per la sua decorazione architettonica composta da una serie di colonne di elegante fattura che sono databili al V sec. e ascrivibili a botteghe costantinopolitane. Più in là, si trova anche la basilica di Aghios Dimitrios, la cui attuale forma risale al VII sec. Si tratta della chiesa del santo patrono della città, una basilica a cinque navate con transetto e cripta sotterranea, che presenta un’eccezionale decorazione marmorea e musiva. Bellissimi mosaici di pregiata fattura, però, si possono ammirare anche nel Monastero paleocristiano di Latomou (VI sec.) e nella sua Chiesetta di Ossios David.

 

Inoltre, a questo primo periodo risale anche la cinta muraria di Salonicco, che fu costruita alla fine del IV secolo sotto il governo dell'imperatore Teodosio, e di cui rimangono ancora estesi tratti. Ad un periodo successivo appartengono invece le Chiese di Aghia Sofia e Panaghia Chalkeon. Un caso esemplare della tipologia di passaggio dell’architettura ecclesiastica bizantina in cui la pianta a croce greca si combina con la cupola, la Chiesa di Aghia Sofia (VIII sec.) presenta una decorazione musiva appartenente a tre fasi diverse dell’arte bizantina. Il maestoso mosaico della cupola che ha come soggetto l’Ascensione di Gesù al cielo (fine del IX sec.) rappresenta una delle più importanti creazioni del periodo della cosiddetta “Rinascenza macedone”. Comunemente chiamata la “Chiesa Rossa”, la flessuosa Panaghia Chalkeon (ossia “Madonna dei Ramai”), con evidenti influenze costantinopolitane, risale al XI sec. e, costruita con la tecnica del mattone nascosto, appartiene alla tipologia di chiesa a croce iscritta.

I bagni bizantini, la cui costruzione si fa risalire al XIII secolo, sono situati ai piedi della Città Alta di Salonicco (Ano Poli) e costituiscono l’unico esempio di architettura secolare bizantina nella città che ci sia pervenuto. Infine le sette chiese restanti, quelle di Aghios Panteleimonas, Aghii Apostoli, Aghia Ekaterini, della Trasfigurazione del Salvatore, il catholicon (chiesa principale) del Monastero Vlatadon, la Chiesa del Profeta Ilia e quella ad aula unica di Aghios Nikolaos Orfanòs, appartengono tutte all’epoca tardo-bizantina e furono erette nel periodo compreso tra il XIII e XIV secolo. In esse si può notare lo sviluppo, il culmine e il declino, di quest'ultimo e grande periodo di fioritura e risveglio artistico della storia bizantina che viene di solito indicato come “Rinascenza paleologa”. Costruite in una varietà di stili architettonici le chiese tardo-bizantine di Salonicco sono contraddistinte dalle loro proporzioni armoniosi ed eleganti e dalle loro ricercate decorazioni murali. Tra queste si segnalano soprattutto la Chiesa di Aghii Apostoli per la sua splendida decorazione ceramoplastica e quella di Agios Nikolaos Orfanòs per i suoi magnifici affreschi murali, che rappresentano uno dei più completi complessi pittorici del periodo dei Paleologi conservati a Salonicco. 

 

 

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